The Reunion 2016, tutti (i) vincitori!

The Reunion GG20035Abbiamo fatto il pieno. Pieno di gente, di sole. Pieno di stand, di belle moto, di voglia di giocare. Di emozioni, tante. E di correre, andare veloci. The Reunion 2016 ha fatto il pieno di tutto quello che abbiamo voluto e inseguito per un anno. Dopo una settimana di tregenda, di scrosci e di freddo, gli dèi del tempo e della velocità hanno sorriso sull’Autodromo Nazionale di Monza regalandoci un weekend estivo insperato – da lassù qualcuno ci ha amato. Una vittoria? Sì, dei nostri piloti che hanno corso per una domenica nella TAG Heuer Sprint Race, nello Show Run e nella Belstaff Dirt Race. La verità è che hanno vinto tutti quelli che c’erano. Retorico? Sarà, ma siete venuti in tanti, tantissimi. Avete riempito il villaggio nell’Autodromo già dalla prima mattina di sabato per affollarlo di appassionati della bella meccanica e dello stile moto.

La sfida più attesa, la Sprint Race, è stata disputata fino all’ultimo metro della finale. Se l’è aggiudicata Luca Brambilla su Monster 900 a carburatori. È arrivato da poco lontano, Besana Brianza, per schiantare una concorrenza durissima. Secondo e velocissimo per tutto il weekend Sami Panseri, lo Stig del Milano Cafe Racer ancora su Ducati Monster 900. Terza una “semplice” Triumph Bonneville che Daniele Ghiselli ha fatto volare fino al podio. A fine gara si è esibito in un lancio dimostrativo anche la Buell 1200 Cherry Salt ipercarenata di Plan B Motorcycles. I Sultans of Sprint italiani si stanno allenando per le sfide internazionali di accelerazioni che culmineranno nel Glemseck 101 di fine agosto. A Monza hanno ceduto di un’incollatura solo alla Triumph Rocket III preparata e pilotata da Marco Troiano di OMT Garage. A proposito, nel primo pomeriggio di domenica c’era stato l’appetitoso antipasto dello Show Run, la sfida uno contro uno riservata alle moto fuori categoria. Se nella TAG Heuer Sprint Race andavano forte, qui i motori urlavano. Più alto di tutti quello della Yamaha FZR 1000 ExUp “Audace” tirata come la corda di un violino. L’ha preparata l’Emporio Elaborazioni Meccaniche di Roma, pilota Giuliano Minutillo sempre di EEM. Non poteva che essere targata PZ. Potenza!
Forse dove ci si è divertiti di più è stato nell’ovale di terra della Belstaff Dirt Race. Sfida all’ultimo derapone fra le moto più strane e incredibili, dalle BMW K stradali a una leggiadra Cagiva 125 due tempi anni Ottanta. Dopo che San Marco Filios (la metà degli Anvil) si è assicurato il terzo posto, si sono sfidati due fuoristradisti veri: Marco Troiano di OMT Garage su H-D Sportster 1200 modificato flat tracker e Luca Viglio di Endurology su un’incredibile Yamaha 600 2WD estratta dal cilindro di Yamaha Motor Italia. Sotto gli occhi del Race Manager Marco Belli della DiTraverso School, Viglio ha vinto di prepotenza sfruttando anche la trazione integrale di una moto superspecialistica.

Tramonto, premiazioni, pioggia di Champagne e di musica a palla, il saluto agli ospiti Mark Hawwa della Distinguished Gentleman’s Ride e le ragazze terribili di VC London. Grazie all’Autodromo di Monza e gli sponsor, naturalmente: senza il loro supporto, niente di tutto questo si sarebbe potuto realizzare. E a chi c’era, tutti sul podio, perché ci avete creduto. Non c’è due senza tre: ci si vede l’anno prossimo per una Reunion ancora più bella.

 

By | 2016-11-09T22:31:16+00:00 maggio 15th, 2016|Eroi, Non categorizzato, Passioni, Stile|1 Comment

One Comment

  1. Ivan 6 giugno 2016 at 18:32 - Reply

    Ciao ragazzi evento bellissimo.! L’anno prossimo Si potrebbe fare una classifica separata x le monocilindriche ? ( aria olio ovviamente ) quest’anno Ero l’unico e le ho prese si santa ragione ;)) , certo l’importante è divertirsi ..ma più siamo e più ci divertiamo , giusto? Ivan

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