Atmosfera suggestiva e tramonto da incorniciare sul rettifilo dell’Autodromo di Monza per gli sprint finali di The Reunion. I primi a scendere in pista sono stati il toscano Gianluca Guantini ed Enrico Dell’Omarino, entrambi su Thruxton 900. Con una partenza perfetta Guantini ha preso la testa ma ha dovuto contare sull’allungo della sua Triumph per conquistare la vittoria solo negli ultimi metri. Seconda semifinale fra la velocissima Ducati Monster SR2 800 caferacerizzata da Paolo Ballarini e la Triumph Bonneville T100 di Riccardo Fino, che ha corso con i colori del Triumph Club Milano. Anche questo strappo è stato combattutissimo, con la Ducati di Ballarini a vincere in allungo. Fra una manche e l’altra della Sprint Race hanno pensato le quattro furie dello Show Run, le gare di accelerazione fuori concorso, a divertire il pubblico assiepato sulla balconata dell’edificio dei box. Qualche problema di frizione per la Ducati 1000 di South Garage, un sound fantastico dagli scarichi della Duu, la bicilindrica della CR&S. Alla fine Cesare Micheli, il mitico “Cecco” ex collaudatore della Moto Guzzi sulla Millepercento BB1, nulla ha potuto contro Luca Viglio sulla Yamaha XJR “Eau Rouge” di Deus ex Machina Milano.
Nella finalina per il terzo e quarto posto è stato Dell’Omarino ad agguantare il gradino più basso del podio. Combattutissimo lo strappo finale tra Guantini e Ballarini. Ancora una partenza impeccabile del toscano, qualche esitazione nel dosare l’accelerazione del rivale (“Se aprivo ancora un po’ me la mettevo in testa!”, ha dichiarato in pit lane a fine corsa) e alla fine Gianluca Guantini ha portato via la borsa del vincitore con i duecento metri più belli della sua vita. Alla fine se gli amici lo chiamano Rodeo una ragione c’è: l’abitudine a domare i cavalli l’ha appresa correndo due anni nel drag racing e nei T-Day Triumph. Parte del merito è da attribuire a Olivi Motori, l’officina di Firenze che ha curato la Thruxton di Guantini. Proprio il venerdì, Rodeo è stato costretto a cambiare il pacco frizione decotto con una Barnett nuova di zecca.
La morale? È sempre quella: ha vinto chi c’era. È stata una giornata riuscita sotto tutti i punti di vista, un evento da ripetere sicuramente nel 2016. E ora, paddock party con gli Anvils!

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