Ma come, sono passati già 21 anni? Eh sì, cari. Era il 94 quando la Triumph di John Bloor presentò la prima Speed Triple, sigla T309. Dal 91 era stata preceduta dalla Trophy e dalla Trident. Le Daytona 1200 quattro cilindri e la 900 tricilindrica erano state salutate dalla stampa inglese, sempre molto attaccata ai propri marchi, come “la rinascita delle cafe racer britannica”. Ma è con la Speed Triple che a Hinckley dimostrarono di voler fare le cose sul serio. Di cambiare il mercato.

Qualcosa di più di una versione naked della Daytona, la Speed era muscolosa e massiccia. Intimoriva per la sua aggressività. Un vero cancellone. Con la versione del 1996, la T509, arrivò il capolavoro con il doppio fanale tondo, il telaio perimetrale e il forcellone monobraccio in alluminio. Andava spesso al cinema: sotto le deliziose chiappette di Carrie Ann Moss in Matrix e l’anno dopo sotto quelle, più maschie, di Tom Cruise in Mission Impossible 2. Era nata un’icona.

In cinque generazioni la bestseller Triumph è cambiata parecchio, sempre fedele al concetto originale e al motore tre cilindri. Alla Reunion di Monza, Triumph Italia porterà le Speed Triple 94 e 94 R, i modelli in serie limitata che celebrano la sua storia. Il design, i colori e le decal richiamano i modelli passati. Che potrete ammirare dal vivo, l’uno accanto all’altro, grazie al Registro Storico Triumph fondato nel 2013 da Sandro Zornio. I suoi soci porteranno per l’occasione la prima T309 Diablo Black e una T509 Fireball Orange del 1997. Quattro le 955i: una Jet Black in edizione 99, poi una coppia di Racing Yellow e Acid Green del 2000, la Aluminium Silver del 2003. E poi le 1050 Roulette Green e Blazing orange di quarta generazione.

Nel taschino della giacca Triumph avrà un paio di sorprese per tutti gli appassionati, triumphisti e non. Le scoprirete fra due sabati all’Autodromo di Monza.

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